Venerdì, 03 04 2020

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FLASHMOB VIRTUALE di TERZINE e VERSI di DANTE

MERCOLEDI' 25 MARZO 2020
FLASHMOB VIRTUALE
di TERZINE e VERSI di DANTE

a grande richiesta dei docenti di lettere dell'I.I.S. "Albert" di Lanzo

APRITE LA PAGINA!!
Sono arrivati ben 88 contributi!!

Inviate

un verso che amate,
che vi ha colpito,
in cui vi riconoscete, 
indicando nome e classe, al vostro docente di italiano
o all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tutti i lavori saranno pubblicati sul sito della scuola!

Con largo anticipo si sono cominciate a organizzare iniziative con cui celebrare, nel 2021, i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. Stringe la mano alla vicina Giornata mondiale della poesia il Dantedì, il primo giorno nazionale dantesco che sarà celebrato mercoledì 25 marzo 2020, nella data riconosciuta come l’inizio del viaggio ultraterreno della Commedia. Il giorno è stato istituito dal governo in vista dei 700 anni dalla morte del poeta, nel 2021.

«Questa prima edizione - dice il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini - avviene in un momento difficile. Rivolgo un appello agli artisti: il 25 leggete Dante e postate i vostri contenuti. Dante è l’idea stessa di Italia. E ora è ancora più importante ricordarlo per restare uniti».
Il ministero dell’Istruzione invita docenti e studenti a leggere, alle ore 12 di mercoledì 25 marzo 2020, passi dalla Commedia, nell’ambito della didattica digitale. Lo stesso appello è rivolto ai cittadini, chiamati a farlo da casa (e per tutto il giorno sui social; gli hashtag sono #Dantedì e #IoleggoDante).
L’Accademia della Crusca promuove l’iniziativa del suo presidente onorario Francesco Sabatini, che invita a un flashmob dai balconi alle 18 per leggere insieme l’incipit della Commedia (e sui canali social gli accademici raccontano il loro Dante).
Al Dantedì parteciperà anche la Rai, che con Rai Teche ha selezionato le lecturae Dantis interpretate dai maggiori artisti del nostro tempo.
Tra le iniziative di mercoledì, sul canale YouTube del Mibact e su corriere.it, sarà trasmesso un filmato con i contributi del promotore Paolo Di Stefano; di Alberto Casadei, dell’Associazione degli italianisti; Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca; Carlo Ossola, presidente del Comitato delle celebrazioni del 700° anniversario della morte di Dante; il linguista Luca Serianni, della Società Dante Alighieri; Natascia Tonelli (Università di Siena); Sebastiana Nobili (Università di Ravenna). 

La nostra scuola lancia l’iniziativa

MERCOLEDI' 25 MARZO 2020
FLASHMOB VIRTUALE
di TERZINE e VERSI di DANTE

Inviate
un verso che amate,
che vi ha colpito,
in cui vi riconoscete, 
indicando nome e classe, al vostro docente di italiano
o all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tutti i lavori saranno pubblicati sul sito della scuola!


 INIZIAMO IL FLASHMOB VIRTUALE:

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"Vexilla regis prodeunt inferni
verso di noi; però dinanzi mira",
disse ’l maestro mio, "se tu ’l discerni".
Viviana, 5AL
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"Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona…"
Giada, 5 AL

----------------------------------- 

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,                 la bocca mi basciò tutto tremante.”
Inferno, Canto V.
Angelica, 5 AL

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"Non ragionar di loro, ma guarda e passa" rimane uno dei miei versi preferiti non solo perché in riferimento agli ignavi, una categoria caratteriale con cui non simpatizzo particolarmente, ma anche perché talvolta mi appare come una frase molto profonda da dedicare a qualcuno che amiamo, quasi a ricordare che malgrado le cattiverie che possono essere dette sulla nostra persona bisogna sempre andarvi oltre utilizzando la Ragione... e magari con l'aiuto di qualcuno al nostro fianco.

Tra l'altro è una frase che si confà anche agli innamorati che possono, insieme, superare tutto e tutti.
Vorrei esporre una seconda citazione che mi ha da sempre colpita e che mi è tornata in mente in questa situazione di emergenza:
"Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!"
Purtroppo, nonostante siano passati 700 anni, questi versi sembrano ancora ben cuciti addosso al nostro paese, specialmente per alcuni aspetti politici che ne rovinano la reputazione.
Ecco mi sento di dire che in queste settimane la nostra "serva Italia" si è dimostrata tutt'altro che serva, ma anzi un modello di riferimento e una nazione unita da nord a sud come forse poche volte prima ed è la prima volta nella mia breve vita di diciottenne che mi sento davvero orgogliosa di appartenere al paese più bello del mondo.
Credo, in queste settimane, di aver capito cos'è il patriottismo e ne sono felice.
Enrica, 5AL

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“l’amor che move il sole e l’altre stelle.”
Sabrina, 5AL

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 E quella a me: “Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria” (Canto V ,v.121-122)

Silvia, IIIBS

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“Allor mi dolsi, e ora mi ridoglio quando drizzo la mente a ciò ch'io vidi” (Canto XXVI)

Sara, IIIBS

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“Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende” (canto V)

Ilaria, IIIBS

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“Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.” (Canto XXVI)

Swamy, IIIBS

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 “Caron, non ti crucciare : Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, E più non dimandare.” (canto III)

Niccolà, IIIBS

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 “Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, prese costui della bella persona che mi fu tolta; e, 'l modo ancor m' offende” (Canto V - Inferno)

Elisa, IIIBS

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“Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria.” (Canto V - Inferno)

Rebecca, IIIBS

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“Quivi sospiri, pianti e alti guai Risonavan per l'aere senza stelle, per ch'io al cominciare ne lagrimai. Diverse lingue, orribili favelle, Parole di dolore, accenti d'ira, voci alte e fioche, e suon di man con elle facevano un tumulto,il qual s'aggira sempre in quell'aura senza tempo tinta, come la rena quando turbo spira.” (Canto III- Inferno)

Caterina, IIIBS

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«Amor, ch’a nullo amato amar perdona» (Canto V)

Jorgia, IIIBS

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“Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona” - Canto V

Carlotta, IIIBS

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“per che, se del venire io m'abbandono, temo che la venuta non sia folle” (vv34-35 canto II)

Katia, IIIBS

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“Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.”
Nicole, 4AES 

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 “Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer si forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona”
Sabrina, 5AS 

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 “Non però qui si pente, ma si ride, non de la colpa, c’ha mente non torna, ma del valor ch’ordinò e provide. Qui si rimira ne l’arte ch’addorna cotanto affetto, e discernesi ‘l bene per che ‘l mondo di sù quel di giù torna.”
Ambra, 5AS 

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 Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense
(Inferno, Canto V, 100-107, Paolo e Francesca)
Dalila, 4AES

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 “ Vergine Madre, figlia del tuo figlio,...
intra'mortali, se' di speranza fontana vivace. “
Maria Gabriella Mei 

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“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.”
Ichchha, 5AS 

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 “Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.”
(“Inferno”, Canto V)
Sharon, IV BS 

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 “Sanza de li occhi aver più conoscenza, per occulta virtù che da lei mosse, d’antico amor sentì la gran potenza” Purgatorio, Canto XXX, versi 37-39
Rebecca, IV BL 

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 “Facesti come quei che va di notte, che porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte.” Purgatorio XXII, 67-69
Marta, IV BL 

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 “El mi parea da sé stesso rimorso: o dignitosa coscïenza e netta, come t’è picciol fallo amaro morso!” Purgatorio, Canto III, versi 7-9
Arianna, IV BL 

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 “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona.” Inferno canto V, versi 103-105
Annalisa, IV BL 

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 “Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.” Purgatorio, Canto I, versi 71-72
Alessandra, IV BL 

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 “Non so se 'ntendi: io dico di Beatrice; tu la vedrai di sopra, in su la vetta di questo monte, ridere e felice.” Purgatorio, Canto VI, versi 45-47
Erika, IV BL 

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 “Questi non vide mai l'ultima sera; ma per la sua follia le fu sì presso, che molto poco tempo a volger era.” Purgatorio, Canto I, versi 58-60.
Martina, IV BL 

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 “Matto è chi spera che nostra ragione possa trascorrer la infinita via” Purgatorio, Canto III, versi 34-35
Giulia, IV BL 

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"E chi avesse voluto conoscere Amore, fare lo potea mirando lo tremare de li occhi miei."
Vita Nuova, capitolo XI
Giorgia, IV BL

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E quella a me: “Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore”. Inferno, Canto V, 121-123
Sofia, IV BL

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“Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” Inferno, Canto XXVI, versi 118-120
Elisa, IV BL 

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 "Puro e disposto a salire a le stelle."
(Purgatorio, Canto XXXIII)
Carlotta, 4AES

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"La gloria di colui che tutto move
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove"
Stefan, 5AL

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“A ciò non fu’ io sol” disse, “né certo
Senza cagion con gli altri sarei mosso.
Ma fu’ io sol colà dove sofferto
Fu per ciascun di torre via Fiorenza.
Colui che la difesi a viso aperto.”
Giorgia, 3AES

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Simone Vendrame 1AES

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È quella a me : <Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria>
versi 123-124-125 canto V Inferno.
Lisa, 5 AS

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“che intender non la può chi non la prova”
Marika, 5AS

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"Fatti non foste a viver come bruti, ma a seguir virtute e canoscenza"
Canto XXVI dell'inferno.
Allegra, 5BL

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“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona…”
(“Inferno”, Canto V)
Victoria, III BL

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“Nessun dolore è più grande che ricordarsi del tempo felice nella miseria”
Versi 121-123 (5° canto dell'inferno)
Francesca, 4BS

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E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore.
Gaia, 3BL

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“Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.”
Andrea Rebecca, 3BL

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“Amor che nella mente mi ragiona
cominciò egli a dir si dolcemente
che la dolcezza ancor dentro mi suona.”
Lucia

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“La terra lagrimosa diede vento,
che balenò una luce vermiglia
la qual mi vinse ciascun sentimento;
e caddi come l’uom cui sonno piglia.”
Donato, 3BL

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“Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria.”
Domenico, 3BL

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“se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c’hai pietà del nostro mal perverso.”
Francesca

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“Dietro ai sensi vedi che la ragione ha corte l’ali”
Paradiso, Canto II
Federica, 5AL

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“Frate, la nostra volontà quïeta/
virtù di carità, che fa volerne/
sol quel ch’avemo, e d’altro non ci asseta”
Paradiso, III, 70-72
Tiziana Macario Ban

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 “Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente.”
Adriana

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 "per me sì va nella città dolente, per me si va nell'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente."
Michela 3^BL

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“Caron, non ti crucciare:
Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, è più non dimandare”
Salvatore 

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 "per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'eterno dolore, per me si va tra la perduta gente"
Riccardo

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“Di quel che udire e che parlar vi piace, noi udiremo e parleremo a voi, mentre che ‘l vento, come fa, ci tace”
Alessia, 3^ BL

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E quella a me:«Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore».
Elisa

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 “Non può comprender la passione chi non l’ha provata”
Lisa, 5AS

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“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.”
Federica, 5AS 

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"Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende/prese costui de la bella persona/che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende./Amor, ch'a nullo amato amar perdona,/mi prese del costui piacer sì forte,/che, come vedi, ancor non m'abbandona./Amor condusse noi ad una morte: Caina attende chi a vita ci spense"
(Inferno, Canto V, 100-107, Paolo e Francesca)
Alice, 5AS

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“fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”
Edoardo, 3AES

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"Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso
tal, ch’io pensai co’ miei toccar lo fondo
de la mia gloria e del mio paradiso"
Annalisa, VAL

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Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende 
prese costui de la bella persona 
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.                 
Amor, ch’a nullo amato amar perdona, 
mi prese del costui piacer sì forte, 
che, come vedi, ancor non m’abbandona.                  
Amor condusse noi ad una morte: 
Caina attende chi a vita ci spense.
Giada, 3AES

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"Per me si va ne la città dolente,
p
er me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ’l primo amore."
(Canto III)
Angelica

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 «Ed egli a me: "Se tu segui tua stella, non puoi fallire a glorioso porto, se ben m'accorsi nella vita bella".»
Giada, V AL

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“e ha natura sì malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo l'pasto ha più fame che pria.”
Alessandra, 3AES 

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 "Ahia serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!"
(Purgatorio,Canto VI, 76-78, Dante Alighieri)
Federica, VAL 

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 "Libertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.”
Yassmina , V AL 

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“salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ‘l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.”
Canto XXXIV Inferno
Ilaria, 5BL

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“Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!”
Riccardo, 4 BS

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"Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona"
Martina, 5AS

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"Amor, ch’a nullo amato amar perdona.”
Alessandro, V AL

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"e volta nostra poppa nel mattino,
dei remi facemmo ali al folle volo"
Giulia 

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“nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura che la diritta via era smarrita”

Giorgia, 3BL

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"Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona…"
(“Inferno”, Canto V)
Mary Nadine, 3AES

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"La meretrice che mai da l'ospizio
di Cesare non torse li occhi putti,
morte comune e de le corti vizio,
infiammó contra me li animi tutti;
e li 'nfiammati infiammar sì Augusto,
che' lieti onor tornaro in tristi lutti."
(vv 64-69, XIII Canto dell' Inferno)
Miriam, 4 AS

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E quella a me: “Nessun dolore che ricorda il tempo felice ne la miseria; e ciò è il tuo dottore”. Inferno, Canto V, 121-123
Sofia, IV BL

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"così fui sanza lagrime e sospiri anzi 'cantar di quei che notan sempre dietro una nota di li giri;" Purgatorio, Canto XXX, vv. 91-93
Sara, IV BL

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"Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia, quand'ella altrui saluta, ch'ogne lingua devèn, tremando, muta, e li occhi no l'ardiscon di guardare." Vita Nuova, capitolo XXVI
Sofia, IV BL

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"Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sí forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona." (canto V)
Greta, IIIBS

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"Nel mezzo del cammino di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la diritta via era smarrita." (canto I)
Giorgia e Rebecca, IIIBS

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"Questi non hanno speranza di morte e la vita cieca è tanto bassa, che nvidiosi son d'ogne altra sorte. Fama di loro il mondo è non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa" (Inferno, Canto III)
Paola, IIIBS

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"O movi, e con la tua parola ornata e con ciò c'è dei mestieri al suo confronto, l'aiuta sí ch'i ne sia consolata" (canto II Vv. 67-69)
Laura, IIIBS

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"Amor, ch'a nullo amato amar perdona." (Canto V, v. 103)
Erica, IIIBS

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<< levatemi dal viso i duri veli, si ch'io sfoghi 'l duol che' l cor m'imprega, un poco >> (Canto XXXIII: vv.112-114)
Gaia, IIIBS

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“Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona. Amor condusse noi ad una morte.”
Alessia, IIIBS

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Temer si dee di sole quelle cose c'è una potenza di fare altrui male. (canto II)
Martina, IIIBS

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Lo duca e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
esanza cura aver d’alcun riposo,
salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.’’
Marta, 4BS

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