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Domenica, 24 06 2018

Laura racconta il suo stage TALENTI NEODIPLOMATI 2017 a Gran Canaria

Tutto è iniziato il primo settembre 2017. Dopo tanta attesa sono salita su quell’aereo che mi avrebbe portata in un nuovo paese. La combinazione tra adrenalina e paura era alle stelle, ma il coraggio di vivere una nuova avventura mi spingeva a voler scendere dall’aereo e scoprire tutto ciò che mi avrebbe circondata. Accolta da Luis, dopo qualche informazione, arriviamo nello hotel dove avrei vissuto e lavorato per 3 mesi. Maestoso ed imponente, sembrava una favola, ma le cose iniziarono a farsi complicate, sia per la mia stanza, sia per la lingua, che non riuscivo ad imparare. Il primo giorno di lavoro non lo scorderò mai. Avevo l’impressione di avere gli occhi di tutti addosso e di non essere abbastanza preparata per quello che dovevo affrontare.

Pian piano, col passare dei giorni, tutto cominciò a diventare più semplice: iniziavo a parlare spagnolo, a capire quello che dovevo fare, ad interagire nella quotidianità, fino a sentirmi completamente a casa, tranquilla e felice di quello che avevo costruito. Il gruppo che si era creato era fantastico; facevo parte di una brigata unita, seria e molto disponibile nei miei confronti ed erano nate delle bellissime amicizie. Il lavoro era diventato semplice e gratificante grazie a quel bellissimo gruppo. Pian piano iniziavo a scoprire nuovi paesaggi e luoghi del posto, facendoli diventare miei. Mi sentivo a casa, tranquilla e rilassata anche se continuavo a lavorare, ma tutto mi faceva imparare qualcosa di nuovo. Ho conosciuto tantissime persone di vari paesi: polacchi, spagnoli, tedeschi, olandesi, ecc. Ogni persona, nel bene o nel male, mi hanno reso più grande, più consapevole di quello che mi circondava, ma la cosa più importante è stata la mia solitudine. Imparare a vivere senza nessuno della mia famiglia accanto, con sempre la voglia di scoprire ed essere completamente in grado di vivere con me stessa, è stata la mia conquista più grande.

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Tutto iniziava andare alla perfezione, ma il tempo passava e l'ora di tornare a casa si faceva sempre più vicina. Eh, purtroppo, arrivò l’ultimo giorno di lavoro e la tristezza per il dover abbandonare tutto si faceva sentire.

Non scorderò mai le persone con cui ho vissuto tutto quel tempo e ancora adesso non so come ringraziarle. Sono soddisfatta di tutto quello che ho fatto e non so come ringraziare chi l’ha reso possibile: Fondazione CRT e la mia insegnante di inglese.

Tutto ciò mi ha aperto alla visione del mio futuro, il sogno di viaggiare e scoprire sempre di più. Spero di ripartire presto e cominciare una nuova avventura.

LAURA CRUSIGLIA CABODI

IIS FEDERICO ALBERT-Lanzo T.se