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Domenica, 24 06 2018

We are what we eat: mobilità in Polonia

Beatrice Rosso, Sara Camaioni, Michela Sicignano, Francesca Brunello, Andrea Ballerini, Riccardo Vercoglio, sei studenti dell’ indirizzo alberghiero dell’ Istituto. Albert di Lanzo T.se, accompagnati dalla Professoressa Marina Masi, dal Professore Ugo Massaggia e dal Professore Giacomo Arancio, hanno preso parte alla mobilità in Polonia legata al progetto Comenius “We are what we eat”.

L’esperienza ha avuto luogo da domenica 14  a sabato 20 ottobre. Ciascun ragazzo è stato ospitato dalle famiglie di alcuni studenti frequentanti l’ istituto Agrario e Alberghiero di Werynia.

Si è trattato dell’ultimo viaggio all’estero per i ragazzi di Lanzo, impegnati in questa esperienza internazionale.

La settimana trascorsa in Polonia si è rivelata particolarmente interessante, perché gli studenti hanno avuto la possibilità, vivendo in casa di loro coetanei, di scoprire una diversa cultura e particolari tradizioni. Comunicare non è stato sempre facile, soprattutto con i genitori dei ragazzi polacchi, perché la maggior parte di questi non parlava inglese. Si è fatto quindi molto ricorso alla gestualità e ai figli, che hanno tradotto per loro . Tutte le famiglie sono state disponibili nei confronti degli ospiti stranieri, facendo anche conoscere le loro ricette tradizionali.

L’esperienza diretta ha permesso di sfatare dei luoghi comuni. Per esempio si pensava alla Polonia come paese molto freddo, dal punto di vista climatico, ma così non è stato, oppure ad un luogo dove la gente beve molti alcolici. In realtà i ragazzi non possono berli fino al compimento dei diciotto anni e durante i pasti tutti consumavano esclusivamente  thé caldo, succo di mela e acqua aromatizzata.

Durante la settimana polacca  ci sono stati momenti di confronto all’interno della scuola, ma gli studenti stranieri si sono anche cimentati nella preparazione di alcune ricette tipiche del luogo, hanno visitato l’Istituto, partecipato a lezioni ed attività sportive comuni.

Non sono mancate le visite guidate, alla bellissima Cracovia, alla residenza di Lancut, alla cittadina di Rzeszow ed al parco con museo naturale di Kolbuszowa.

Indubbiamente però, l’esperienza più toccante, è stata la visita guidata al campo di concentramento di Oswiecim, meglio conosciuto come Auschwitz.

Particolarmente toccanti sono risultate non solo una serie di fotografie scattate di nascosto all’interno del campo all’epoca delle deportazioni, ma anche la vista di migliaia di protesi di arti, accatastate, piuttosto che tonnellate di capelli ritrovati subito dopo la liberazione dei superstiti di quel luogo.

Il rispetto, nel ricordo di quanto è accaduto ad Auschwitz è sempre stato estremo e, nonostante la presenza di migliaia di visitatori, tutt’intorno si respirava un’aria surreale: si potevano udire soltanto le voci delle guide, spesso seguite da una lunga fila di persone attente e silenziose, concentrate ad immedesimarsi nelle condizioni in cui uomini, donne e bambini, deportati da tutta Europa, avevano vissuto gli ultimi giorni delle loro esistenze.

Il viaggio in Polonia è stato ritenuto dai 6 studenti italiani utile, non solo dal punto di vista linguistico, ma anche culturale, storico e relazionale, senza dimenticare il bagaglio di conoscenze acquisite dal punto di vista gastronomico.

 Le mobilità del progetto si concluderanno dal 15 al 20 Aprile a Lanzo, quando le quattro delegazioni di Grecia, Portogallo, Belgio e Polonia saranno ospiti dell’ Istituto Albert. In quella occasione verrà presentata la pubblicazione sui periodi storici, prodotti e ricette del passato che i parterns realizzeranno in lingua inglese per offrire un'altra angolazione delle singole gastronomie nazionali.