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Sabato, 16 12 2017

ADI - Rivista Telematica 5/17

BENESSERE E APPRENDIMENTO

Atti della 1^ sessione del seminario internazionale GRAFFITI

Sono pubblicati sul sito ADI gli atti della 1^ sessione del seminario internazionale GRAFFITI. Tracce della scuola che verrà, dedicata a “Benessere e apprendimento”, tema cruciale che solo recentemente sta ricevendo una qualche attenzione al di fuori degli ambienti specialistici. Il problema è serio, ce lo dicono molte ricerche tra cui quelle dell’OMS e recentemente quella della Commissione per il benessere a scuola istituita dal Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi insieme al MIUR. Secondo quest’ultima ricerca, il 70% dei preadolescenti supera un livello di malessere statisticamente significativo, cioè preoccupante. E’ quindi tempo che di questo problema non se ne occupino solo gli specialisti, ma la scuola tutta.

Di seguito una sintesi delle relazioni, da cui trarre moltissimi stimoli.

La scuola in Danimarca

In Danimarca, Paese nominato per 4 anni il più felice del mondo, il benessere degli alunni è una priorità.  Ne ha parlato Lene Jensby Lange, fondatrice di AutensIl coraggio di sognare, la sfida di cambiare, e coordinatrice del Global School’s Alliance  un’associazione che collega globalmente  le scuole più innovative.
F
iducialibertàmutuo rispetto positive relazioni sono le caratteristiche fondamentali delle scuole danesi. L’Apprendimento Socio-Emozionale (SEL - Social Emotional Learning) è materia di studio nel percorso accademico degli insegnanti danesi.

 Uno dei vari elementi che rende possibile in quel Paese la creazione di un buon clima scolastico  è la organizzazione della scuola, che comprende diverse funzioni e figure oltre agli  insegnanti, come i pedagogisti, e che vede un ruolo molto importante e propositivo dei genitori. La giornata scolastica è molto varia, con club pomeridiani ed è aperta alla comunità.

La forte autonomia degli studenti  è un’altra importante caratteristica ed è collegata ad una diversa concezione degli spazi scolastici, adeguati e confortevoli, e dei tempi distesi, che prevedono congrue pause e niente campanella.

Infine c’è la consapevolezza che il benessere degli studenti passa attraverso il benessere degli insegnanti, i quali, come gli studenti godono di spazi comodi e attrezzati e di ritmi distesi. Qui la sala insegnanti in una scuola di avanguardia, la scuola Hellerup di Copenhagen per ragazzi dai 6 ai 16 anni! 

Leggi la relazione integrale su sito.

La scuola ESBZ di Berlino

Margret Rasfeld  è una persona eccezionale. Di sé dice: sono un’insegnante, un’ex-preside, una navigatrice della rete, una che infrange le regole, un’innovatrice, una combattente, un’associata di Ashok, una narratrice di storie. Dopo aver insegnato per molti anni in una scuola pubblica tedesca (ha una pessima opinione  del sistema di istruzione tedesco) ha fondato una scuola a Berlino la ESBZ Evangelischen Schule Berlin Zentrum,  estremamente innovativa, che riesce anche a portare i propri studenti a conseguire voti altissimi alla maturità. Il curricolo si ispira a 2 documenti: 1) I principi per lo sviluppo di un’educazione sostenibile della Commissione Delors (1996); 2) L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Dalla Commissione Delors ha assunto un’affermazione importantissima: le scuole tradizionali non sono in grado di far emergere nemmeno  il 50% delle potenzialità dei ragazzi, di qui  l’esigenza di scoprire questo  meraviglioso tesoro nascosto (“The hidden treasure”).

Sul sito ADI  è illustrata in dettaglio la scuola ESBZ, qui solo alcune indicazioni di come si realizzano i suoi principi fondamentali:

1) Imparare ad imparare. Vige l’auto-organizzazione dell’apprendimento e il peer to peer, gli studenti imparano in gruppi misti per età, aiutandosi l’un l’altro. Si apprende per progetti. Ogni studente ha un insegnante tutor che incontra una vota alla settimana. Non ci sono voti fino a 16 anni.

2) Imparare ad essere. Per imparare ad essere consapevoli di sé, dell’ambiente, dei propri processi di apprendimento, ci sono workshops  di meditazione e yoga. Ogni lezione  inizia con il silenzio e con buone notizie sulla materiaOgni settimana c’è un’assemblea di scuola, in cui gli studenti imparano ad esprimere le loro opinioni, critiche e apprezzamenti.

3) Imparare ad agire. Comporta la rottura dell’orario tradizionale e l’introduzione di:
   a)Progetti di responsabilità” verso la comunità, quali attività verso gli anziani, verso i bambini della scuola dell’infanzia, verso i rifugiati, verso alunni svantaggiati, verso l’ambiente
   b)”Progetti sfida!” 
Dall’età di 13 anni gli studenti affrontano una  sfida che loro stessi scelgono all’inizio dell’anno scolastico; hanno a disposizione tre settimane e 5 euro al giorno per realizzare la loro idea fuori Berlino, che può essere: un’escursione in bicicletta, un’escursione a piedi,  l’aiuto alla costruzione di  un edificio sociale, una esperienza di vita monastica, 
  c)“Progetto ognuno in un’altra cultura”.
Quando gli studenti hanno 16 anni realizzano un progetto sociale o ecologico in un’altra cultura per tre mesi, es. costruire una scuola nel Nepal dopo il terremoto, oppure impegno  nella permacultura in Perù.
  d)“Studenti ambasciatori del cambiamento”. Per soddisfare le richieste delle tante persone che sono interessate a questo modello di scuola, gli studenti  sono diventati ambasciatori del cambiamento, gli studenti istruiscono gli insegnanti di altre scuole, hanno incontri con professori di pedagogia e membri del governo.

Per esportare il suo modello, Margret Rasfeld ha costituito un’associazione che si chiama “Scuole in trasformazione”,  e scuole simili all’ESBZ sono già nate  in altre città della Germania, in Austria, in Polonia e sta lentamente penetrando in Italia a partire dall’alto Adige!

Leggi la relazione integrale sul sito.

Tutta un'altra scuola

Giacomo Stella, ordinario  di Psicologia clinica, ha fatto una piacevolissima relazione/show che vale la pena di seguire nel video integrale pubblicato sul sito ADi. Il messaggio più importante che Stella ha lanciato è che la maggior parte dei fallimenti della scuola è dovuta alla non conoscenza di cosa sia e come avvenga l’apprendimento. Nessuno lo insegna ai docenti.

Afferma Stella che gli ingredienti dell’apprendimento sono essenzialmente 3 tra loro interconnessi:

  1. l’esperienza (attività che prevede prove ed errori, basata su osservazioni empiriche)
  2. le istruzioni (informazioni date per eseguire un determinato compito, spesso proposte con un esempio)
  3. le spiegazioni (argomentazioni che chiariscono perché si debba seguire una certa sequenza o fare l’azione in un determinato modo)

ma  di questi tre elementi la scuola assume solo il terzo, che da solo non può generare apprendimento.

Solo se la scuola saprà mettere al centro l’apprendimento, non l’insegnamento, potrà diventare un luogo attraente. Si chiede Stella:”Come mai i bambini alla scuola dell’infanzia si divertono? Si dice perché giocano, no, perché apprendono!” Il gioco contiene in sé una caratteristica costruttiva che condivide con l’apprendimento: la gratificazione. Se quello che faccio mi gratifica, tendo a ripeterlo e ripetendo  miglioro. Quindi giocando si apprende. Purtroppo siamo convinti che quello dell’infanzia non sia “vero apprendimento”, perché il bambino si diverte, è spensierato, mentre l’apprendimento, nella nostra radicata concezione, deve essere fatica, sforzo. Questo avviene perchè gli insegnanti non conoscono le caratteristiche del processo di apprendimento.

La prima cosa da fare, dunque, è cambiare il modello su cui gli insegnanti costruiscono la didattica scolastica. Dobbiamo trasformare la scuola in casa dell’apprendimento, e per farlo è necessario recuperare la dimensione gratificante dell’apprendimento come accadeva nella scuola dell’infanzia.

Leggi e ascolta la relazione integrale sul sito.

Educare alla felicità: l’irresistibile fascino della risata

Ha concluso la sessione una scoppiettante Lucia Suriano, insegnante, autrice di  Educare alla Felicità. Nuovi paradigmi per una scuola più felice, e ambasciatrice in Italia dello Yoga della risata.

Lucia Suriano ha iniziato il suo appassionato intervento con una frase della neuroscienziata  Candace Beebe Pert: “Siamo cablati per fare l’esperienza della Felicità”. Questo per affermare due cose: 
1) che la felicità è un’esperienza che parte dal corpo perché è nel nostro corpo che vengono prodotte le “molecole”, gli ormoni, che ci rendono felici (serotonina, endorfina e ossitocina); 
2) che l’apprendimento chiama in causa non solo le funzioni cognitive ma anche le emozioni, in un sistema circolare complesso e connesso di corpo, cuore e cervello.

Ha quindi introdotto il tema della “risata” con la frase

“Non rido perché sono felice. Sono felice perché rido!”

La risata, cioè, come esercizio che può portare all’esperienza della felicità e ha indicato come si può praticare in classe e quali vantaggi produce. A questo punto ha coinvolto il pubblico in una serie di esercizi che vi invitiamo a seguire direttamente dal video della sua relazione

Leggi e ascolta la relazione integrale sul sito.

SCUOLA DELL’ INFANZIA: L’ANACRONISTICA DIVISIONE 

FRA SCUOLA STATALE E COMUNALE

Il malessere delle insegnanti comunali

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Il 31 maggio 2017 entrerà in vigore il  Decreto Legislativo n. 65/2017, Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni .
A distanza  ormai di 50 anni dall’istituzione della scuola dell’infanzia statale, non si è ancora risolta la separazione fra scuole dell’infanzia  statali e comunali, che ne sono state le gloriose anticipatrici. E, cosa ancora più incredibile, le scuole dell’infanzia comunali continuano a rimanere scuole paritarie come le paritarie private, soggette ad autorizzazione e controllo da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale! Tutto questo quando sulla base dell’attuale Decreto 65/2017, i Comuni sono gli Enti che “autorizzano, accreditano, vigilano sui soggetti privati per l'istituzione e la gestione dei servizi educativi per l'infanzia; coordinano  la  programmazione  dell'offerta  formativa  integrata, promuovono iniziative di formazione in servizio per  tutto  il personale del Sistema integrato”!

Oggi in Italia le scuole comunali rappresentano il 9%, quelle statali il 63% , quelle paritarie private il 28%.  La tendenza dei Comuni  è di chiudere le proprie scuole dell’infanzia, facendo intervenire o lo Stato o il privato. Una politica miope che disperde un patrimonio incalcolabile e il senso di un’ impresa educativa condivisa costruita con slancio.

Entro questa contraddizione si colloca una situazione di grande sofferenza e disagio  delle insegnanti della scuola comunale dell’infanzia, a lungo tenute precarie e sottoposte ad un orario molto più pesante di quello delle colleghe statali: 30 ore settimanali con i bambini e un monteore annuo doppio per attività integrative. Come se ciò non bastasse un Comune come Bologna, che da due anni applica in modo punitivo il Contratto Enti locali, con turni e orari insopportabili  (fino a 10 ore giornaliere), ora avanza la pretesa  di utilizzare le proprie insegnanti come animatrici dei centri estivi. La reazione è di sfinimento e di esodo incontrollato verso la scuola statale. Quando si capirà che il benessere dei bambini passa anche e soprattutto attraverso il benessere degli insegnanti e che è follia disperdere il patrimonio delle scuole dell’infanzia comunali?

L’ADi ritiene indispensabile una rivalorizzazione delle scuole comunali anche attraverso l’omogeneizzazione delle condizioni normative degli insegnanti comunali con quelle dei colleghi statali.  A questo fine appare necessario che alcuni ulteriori paletti sianodefiniti con decreto ministeriale, ad integrazione delle norme esistenti.

Leggi sul sito.

I FOCUS IN PISA N. 68 - 69 - 70

Sono pubblicati sul sito ADI a cura di Marco Bardelli gli ultimi tre Focus in PISA.

Il Focus n. 68 tratta dell’equità dei sistemi educativi, che è migliorata negli ultimi 10 anni, ma in modo molto modesto e differenziato fra i Paesi, dell’Italia non si fa nemmeno menzione.

Il Focus n. 69 tratta delle aspirazioni dei giovani verso le professioni scientifiche. In media nei Paesi OCSE, quasi uno studente su quattro -maschio o femmina- pensa di intraprendere un’occupazione scientifica. Le ragazze sono orientate molto più dei maschi verso le professioni mediche e infermieristiche, mentre in percentuale limitatissima scelgono professioni come ingegneri, architetti, esperti di informatica, scelte in misura preponderante dai maschi.  

Il Focus 70 analizza la formazione e selezione  degli insegnanti nei Paesi che hanno i migliori esiti in PISA. La conclusione a cui giunge il Focus è che una selezione precoce, anche se importante, non è sufficiente ad assicurare una docenza capace di portare gli alunni al successo formativo, a questo concorre soprattutto  una continua qualificata formazione in servizio, fondata sulla collaborazione tra pari.

Leggi sul sito i Focus in esteso con commento.

BANDO DI SELEZIONE PER FORMATORI ADI

L'ADI, Associazione Docenti e Dirigenti scolastici Italiani (Associazione qualificata presso il MIUR per la formazione del personale della scuola) riveste da anni un ruolo cruciale  nella formazione dei docenti e dirigenti scolastici, avvalendosi di formatori qualificati e di provata esperienza (Formatori ADI).

Ora, al fine di far fronte alle crescenti richieste avanzate dalle scuole e da gruppi di docenti e dirigenti scolastici, l’ADI intende allargare il pool dei propri formatori.

A questo scopo indice  percorsi formativi/selettivi che hanno lo scopo di individuare nuovi Formatori. Per accedere a tali percorsi, è indetta  una preliminare valutazione comparativa per titoli.

Gli aspiranti formatori ADi potranno produrre domanda di partecipazione solo se appartenenti alle seguenti categorie: docenti (di scuola e università), dirigenti scolastici, pedagogisti, psicologi, ispettori.

I percorsi formativi/selettivi riguardano le seguenti tematiche, tra cui scegliere in base ai titoli e alle competenze possedute:

  1. Autonomia organizzativa e didattica
  2.  Didattica per competenze,  competenze di base e competenze trasversali (soft skills)
  3. L’apprendimento sociale ed emozionale, il benessere a scuola
  4.  Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento
  5. Inclusione e disabilità
  6.  Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile  
  7.  Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale
  8. Scuola e Lavoro
  9.  Valutazione e miglioramento

I moduli formativi/selettivi  si terranno nelle giornate del 7-8 settembre 2017 a Bologna.

Per candidarsi scaricare il bando dal sito ADI di imminente pubblicazione al seguente  link: Bando di selezione per formatori ADi.